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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Rodi
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mwdqRodi (in mwdggreco moderno Ρόδος mwdwRòdos; mweain greco antico Ῥόδος?, Rhódos) è la più grande delle isole del mweqDodecaneso e la più orientale delle maggiori mwegisole dell'Egeo; il versante sudorientale è bagnato dal mwewMar di Levante. È la quarta isola più grande della mwfaGrecia.cite-ref-1[1]

È situata a circa mwgg17,7 km dalle coste della mwgwTurchia. La popolazione nel 2011 è di circa mwha115 490 abitanti, di cui circa 60-mwhq70 000 risiedono nella mwhgcittà di Rodi, il centro maggiore.

Rodi era il capoluogo della mwiaprefettura del mwiqDodecaneso, che includeva anche le vicine isole di mwigSimi, mwiwPiscopi, mwjaCalchi e mwjqCastelrosso. Storicamente era famosa per il mwjgColosso di Rodi, statua del dio mwjwElio, una delle mwkasette meraviglie del mondo antico. La mwkqcittà medievale del capoluogo dal 1988 è inserita nella lista dei beni mwkgpatrimonio dell'umanità.

Contents

Storia
Note

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Origine del nome

Il nome potrebbe derivare dal mwmggreco antico mwmwῥοδον (mwnarhodon), che significava «mwnqrosa» (in mwnggreco moderno mwnwTriantaphyllià - τριανταφυλλιά, "trentapetali"), e ricorrente è la denominazione di mwoaIsola delle rose. La rosa è uno dei simboli di Rodi, spesso impresso sulle monete.

Già nell'antichità alcune teorie collegavano il nome dell'isola alla mwogmitologia: mwowRodo era la ninfa figlia di mwpaPoseidone e di mwpqAnfitrite. Ovviamente può essere accaduto anche l'inverso: che la ninfa abbia preso nome dall'isola.

Diversi studiosi sostengono un'origine pre-greca del nome, facendolo risalire in particolare alla parola mwpwfenicia mwqaerod (serpente), per la passata abbondanza di serpenti.cite-ref-2[2] Nelle lingue semitiche (tra cui il fenicio) la stessa radice è collegata a un'altra, che significa "essere liberi", e c'è chi ha supposto che i Fenici indicassero con una parola simile ma non identica a mwrqerod l'isola che per un lungo periodo riuscì a difendere la sua indipendenza dai popoli circostanti.cite-ref-3[3]

Altre figure rappresentative dell'isola sono il mwswdaino, qui chiamato erroneamente "cervo", la cui statua domina il principale ingresso portuale e di cui vari esemplari pascolano lungo i percorsi dei parchi delle mura, e l'mwtaibisco, onnipresente fiore che decora ville e giardini. Secondo leggende popolari, furono i cervi, e non mwtqForbante a liberare l'Isola dai serpenti.

Accanto a questi, altri appellativi caratterizzano o caratterizzavano Rodi che era variamente definita: mwtwmwua, Αστερία, Τρινακρία, Κορυμβία, Τελχινίς, Μακαρία, Ποντία, Αιθρία, Ποήεσσα.

Geografia

Spesso paragonata per forma a un ferro da stiro, Rodi ha una superficie di circa 1400mwvw km² con una lunghezza di 80mwwa km e una larghezza massima di 38mwwq km. Giace sul confine tra la placca egea e la placca africana. Lo schema tettonico è complesso, con un'evoluzione nel Neogene che include periodi di compressione, estensione e scorrimento. Attualmente l'isola sta subendo una rotazione antioraria (17°±5° negli ultimi mwwg800 000 anni) associata al sistema sinistrorso del sistema delle faglie trascorrenti dell'Egeo.

L'interno è occupato in gran parte da dolci colline coltivate di origine mwxacalcarea, che in pochi punti diventano accidentate, pur senza raggiungere altezze importanti. La cima più alta è il monte mwxqAttàiro (in greco Αττάβυρος, mwxgAttàvyros), 1216mwxw m, nella zona centro-occidentale. La città di mwyaRodi è situata all'estremità nord, luogo del principale porto commerciale dell'isola fin dall'antichità. A 14mwyq km a sud-ovest dalla città è situato l'aeroporto internazionale (codice RHO). Sulla costa orientale è rilevante la città di Lindo (Λίνδος, Lindos), un tempo importante porto commerciale, oggi meta turistica.

Storia

Antichità

L'isola era abitata già nel mwaqNeolitico, anche se di questa cultura rimangono poche tracce. Nel mwagXVI secolo a.C. fu raggiunta dai mwawMicenei, e più tardi la mwbamitologia greca farà riferimento alla stirpe dei Telchini di Rodi, associandoli a mwbqDanao, soprannominato mwbgTelchinis.

Invasa dagli mwcaAchei nel mwcqXV secolo a.C., l'isola conobbe un periodo di sviluppo nell'mwcgXI secolo a.C., con l'mwcwarrivo dei mwdaDori che costruirono le tre importanti città: mwdqLindo, mwdgIaliso e mwdwCamiro, che insieme a mweaCoo, mweqCnido e mwegAlicarnasso (queste ultime sulla costa dell'mwewAsia minore) dettero vita alla mwfaEsapoli dorica.

Nelle mwfgOlimpiche di mwfwPindaro si narra che l'isola nacque dall'unione di mwgaHelios, dio del mwgqsole, con la mwggninfa oceanina Rodi (Rodo, Roda o Rode) e le città presero i nomi dei loro tre figli. Come testimoniato dai grandi santuari di Lindo e Camiro, nel VII secolo a.C. Rodi divenne uno dei punti cardine del commercio mediterraneo.

Dopo che mwhaAtene sconfisse gli invasori mwhqPersiani nel mwhg478 a.C., le tre città aderirono alla mwhwLega ateniese. Allo scoppio della mwiaguerra del Peloponneso nel mwiq431 a.C., Rodi si mantenne neutrale, pur facendo parte della Lega. La guerra terminò nel mwig404 a.C., e Rodi optò per la non belligeranza per tutta la durata delle ostilità.

Nel mwja408 a.C. le tre città si unirono per formare un'unica unità politica, perciò nella parte settentrionale dell'isola si costruì una nuova capitale: la città di Rodi. I lavori furono condotti dall'architetto ateniese mwjqIppodamo. Il generale indebolimento della Grecia in seguito alla guerra del Peloponneso fece sì che l'isola fosse conquistata prima da mwjgMausolo di Alicarnasso, poi dai Persiani nel mwjw340 a.C., infine da mwkaAlessandro Magno nel mwkq332 a.C.

Dopo la morte di Alessandro tre dei suoi generali (mwkwTolomeo, mwlaSeleuco e mwlqAntigono) si divisero l'impero. Rodi strinse forti legami culturali e commerciali con i mwlgTolomei di mwlwAlessandria per formare così la lega rodo-egiziana che controllò i traffici commerciali nell'Egeo per tutto il mwmqIII secolo a.C.. Rodi si impadronì della costa mwmgcaria, con la quale costituì la mwmwPerea Rodia, territorio che raggiunse la sua massima estensione dopo il mwnatrattato di Apamea del 188 a.C., inglobando anche le città della mwnqLicia.

La città divenne un centro marittimo, commerciale e culturale di grande importanza, la cui moneta circolava per tutto il Mediterraneo. Le sue famose scuole di mwnwfilosofia, mwoascienza, mwoqletteratura e mwogretorica rivaleggiavano con quelle di mwowAlessandria. Fra i più importanti esponenti di questo grande momento di sviluppo furono il maestro di retorica mwpaEschine, mwpqApollonio di Rodi, gli astronomi mwpgIpparco e mwpwGemino, il filologo e grammatico mwqaDionisio Trace. La mwqqscuola di scultura dell'isola sviluppò uno stile drammatico e ricco noto come "mwqgbarocco ellenistico".

Nel mwra305 a.C. mwrqDemetrio I Poliorcete assediò Rodi al fine di rompere l'alleanza. Dopo un anno, nel mwrg304 a.C., si arrivò a un accordo di pace e l'assedio fu tolto; gli abitanti dell'isola decisero di vendere gli equipaggiamenti abbandonati dagli assedianti per poter così erigere una statua al dio Helios, conosciuta come il mwrwColosso di Rodi. Tra il mwsa205 e il mwsq200 a.C. mwsgFilippo V di Macedonia mwswtentò di conquistarla, ma invano. Nel mwta227 - mwtq226 a.C. Rodi fu colpita da un mwtgrovinoso terremoto; ciononostante l'isola, sostenuta dagli aiuti provenienti dal mondo greco, perseverò nella propria politica marittima che la rese una tra le prime potenze in questo settore nel Mediterraneo, insieme a Cartagine.cite-ref-4[4]

Nel mwva164 a.C. Rodi stipulò un trattato con mwvqRoma. Nell'isola giungevano i figli delle nobili famiglie romane per seguire le lezioni dei maestri di retorica, fra i quali mwvgErmàgora di Temno (mwvwII secolo a.C.), autore tra l'altro, secondo mwwaSuida, di una mwwqArs rhetorica (che peraltro non va affatto identificata mwwgtout-court con la mwwwmwxaRhetorica ad Herennium, opera fino al mwxqXVI secolo attribuita a mwxgCicerone e dalla critica successiva ascritta invece, sulla fede di mwxwQuintiliano, al retore latino mwyaCornificio del mwyqI secolo a.C.). Inizialmente Rodi fu un'importante alleata di Roma, ma finì poi col perdere i privilegi acquisiti, tant'è che venne invasa e saccheggiata dal cesaricida mwygCassio. Mantenne tuttavia una grande importanza commerciale. Significativo è il fatto che il provvedimento fondamentale dell'antico diritto marittimo prese il nome di mwywlex rhodia de iactu.

Nel mwzqI secolo d.C. mwzgTiberio, non ancora imperatore, trascorse a Rodi 8 anni, fra ritiro volontario ed mwzwesilio. Cristianizzata da mw0aSan Paolo, dopo la mw0qcaduta dell'Impero romano d'Occidente appartenne per dieci secoli all'mw0gImpero bizantino. Ciononostante, venne più volte occupata: per esempio, dagli mw0warabi guidati da mw1aMu'awiya ibn Abi Sufyan nel mw1q672. Durante la mw1gprima crociata venne ripresa da mw1wAlessio I Comneno.

Medioevo

Dal mw2w1100 l’isola era governata dalle famiglie più influenti nel Dodecaneso della mw3aRepubblica di Genova, in particolare gli mw3qSpinola, i Vignolo ed i Moresco; controllando i traffici e governando le rotte marittime nell’Egeo per conto degli imperatori bizantini, questi furono eletti ammiragli di Costantinopoli e ricevettero come compenso e appannaggio alcune isole, tra cui, la più importante, Rodi.

Alla caduta nel mw3w1306 dell’ultimo governatore della Repubblica di Genova Andrea Moresco, ammiraglio dell’Impero d’Oriente, nominato dall’imperatore mw4aAndronico II Paleologo nel mw4q1282, seguì un periodo convulso di scontri ed imboscate, durante il quale i Genovesi, pur rimpiazzando il governatore col fratello Lodovico Moresco, alla morte di Andrea Moresco nel 1309 cedettero gradualmente il controllo ai Cavalieri Ospitalieri, mantenendo però il privilegio su tre città e un castello (Lardis), posseduti direttamente dal genovese Vignolo de Vignoli, nonno di Andreolo Moresco, che altresì aveva diritto ad un terzo di tutti i commerci e dazi generati sull’isola.

Nel mw4w1309 l'isola passò sotto il mw5acontrollo dei mw5qCavalieri Ospitalieri, noti perciò come mw5gCavalieri di Rodi. L'abitato fu ricostruito come un mw5wmodello ideale di città medievale europea; di questo periodo rimangono molti monumenti famosi, fra cui il mw6apalazzo del Gran Maestro. Le possenti mura costruite dai cavalieri permisero all'isola di contrastare gli attacchi del sultano dell'mw6qEgitto nel 1444 e di mw6wMaometto II mw7anel 1480. Tuttavia, nel dicembre del mw7q1522 Rodi mw7gnon poté resistere al grande esercito di mw7wSolimano il Magnifico. Ai pochi cavalieri rimasti fu concesso di ritirarsi a mw8aMalta, mentre l'isola restò sotto il mw8qdominio ottomano per quasi quattro secoli.cite-ref-5[5]

Per secoli l'isola di Rodi ebbe un'importante comunità ebraica. Si trattava soprattutto di mw9webrei espulsi dalla mw-aSpagna che parlavano il mw-qladino giudeo-spagnolo.

Il periodo coloniale italiano

Annessa mwaqede facto già dal mwaqi1912 durante la mwaqmguerra italo-turca, l'isola venne assegnata all'mwaqqItalia con i trattati che posero fine alla guerra insieme alle altre isole dell'mwaquarcipelago del mwaqyDodecaneso. La città di Rodi costituì il capoluogo di una mwaqcprovincia, la cui sigla automobilistica era RD. Nel mwaqg1923 la provincia di Rodi fu affidata all'ambasciatore mwaqkMario Lago, che riuscì a far convivere pacificamente le diverse etnie dell'isola e avviò il restauro di numerose opere monumentali e la costruzione di infrastrutture ed edifici pubblici (strade, scuole, ospedali, ecc.). A questa attività presero parte in particolare gli architetti mwaqoFlorestano Di Fausto e mwaqsNatale Sardelli.

Durante questo periodo la cerva della porta marittima dell'isola venne sostituita dalla mwaq0lupa capitolina; dopo la fine del dominio italiano fu ripristinata la statua originaria. Nel mwaq41936 fu nominato nuovo governatore mwaq8De Vecchi.cite-ref-6[6] Il governatore - quadrumviro della mwarqMarcia su Roma ed ex ministro dell'Educazione Nazionale - contestualmente all'emanazione delle mwaruleggi razziali del 1938, costrinse gli Ebrei residenti a Rodi che avevano ottenuto la cittadinanza italiana dopo il 1919 a lasciare l'isola entro sei mesicite-ref-7[7]. Furono quindi costretti a diventare profughi apolidi ed espulsi dall'isola senza nessun risarcimento, trovando rifugio nei territori limitrofi sotto controllo britannico (mwaroCipro) o francese (mwarsSiria).

La seconda guerra mondiale

In seguito allo scoppio della mwasqseconda guerra mondiale e all'entrata dell'Italia nel conflitto nel 1940, anche l'isola fu teatro di scontri bellici. Dalle basi aeree dell'isola (Cattavia, Gadurrà e Marizza), partirono i raid della mwasuRegia Aeronautica verso il Medio Oriente, che era territorio britannico.

Nell'autunno del mwasc1943, in seguito alla caduta del governo fascista e alla proclamazione dell'mwasgarmistizio dell'8 settembre fra il nuovo governo italiano fedele al re mwaskVittorio Emanuele III e le forze alleate anglo-americane, le forze naziste sbarcarono sull'isola, ingaggiando con le forze italiane la mwasobattaglia di Rodi (1943), fra le mwasstruppe tedesche del generale mwaswKleemann e quelle italiane (guidate dal governatore mwas0Campioni e dall'ammiraglio mwas4Mascherpa). Gli aspri scontri nell'isola di Rodi e nel resto dell'arcipelago videro, dopo qualche settimana, la resa delle forze italiane sopraffatte dai tedeschi, col controllo da parte di questi ultimi dell'intero Dodecaneso fino alla fine della guerra, anche se formalmente ne lasciarono l'amministrazione alla mwas8Repubblica Sociale Italiana.

Nel luglio mwate1944 i militari tedeschi procedettero all'arresto ed alla deportazione degli ebrei italiani rimasti a Rodi, con la collaborazione dell'amministrazione civile della RSI. Tra gli archivi dei carabinieri di Rodi svolgenti funzione di polizia - ritrovati fortunosamente nel 2013cite-ref-8[8] - spicca una lista in italiano di 1.661 nomi scritta nel 1944, lista che fu utilizzata dai tedeschi per individuare, arrestare, deportare e assassinare gli ebrei dell'isolacite-ref-9[9]. Il 20 luglio 1944, mwato1 767 ebrei di Rodi e di mwatsCoo furono rinchiusi senza cibo né acqua presso l'ex comando della Regia Aeronautica. Il console turco dell'isola riuscì a salvarne 43 perché in possesso di doppia cittadinanza; degli altri che furono deportati ad mwatwAuschwitz solo 163 si salvaronocite-ref-10[10]cite-ref-11[11]. Tra i pochi superstiti allo sterminio, solo alcuni decisero di far ritorno nell'isola: costoro aprirono, in memoria, un museo chiamato "Museo degli Ebrei di Rodi". Il più noto tra i superstiti fu mwauuSamuel Modiano (detto "Sami").cite-ref-12[12]

La situazione finanziaria a Rodi, già complessa prima dell’Armistizio, si aggravò dopo l’8 settembre 1943 a causa di vettovagliamenti limitati. La situazione era drammatica poiché dalla Germania furono rifiutate tutte le richieste di aiuto e bloccate le rimesse dall'Italia in favore dei connazionali residenti nelle Isole italiane dell’Egeo, in cui circolavano le stesse monete e banconote della penisola. Il vice-governatore Ugo Faralli emanò autorizzò la stampa di due tagli banconote, da 50 e 100 lire, per un importo complessivo di 10 milioni di lire. I biglietti furono stampati dalle Officine Grafiche di Rodi, su semplice carta da bollo filigranata, di cui sull'isola erano disponibili sufficienti quantità.cite-ref-13[13]

Durante l'occupazione nazista, Antonio Macchi, mwavqpodestà di Rodi, fu in contatto con i britannici, mentre un gruppo di radiotelegrafisti italiani si infiltrò, facendosi assumere dal comando tedesco di Rodi. Due di essi, mwavuGiorgio Ottone Levitz e mwavyOsvaldo Remotti, furono scoperti e ricevettero la mwavcmedaglia d'oro al valor militare alla memoria, per aver trasmesso segretamente informazioni al comando inglese dalla stazione radio tedesca di Rodi per oltre un annocite-ref-14[14].

L'isola e il Dodecaneso nel maggio mwav01945 furono occupati dagli alleati fino al mwav41947. Tra i monumenti che ricordano gli anni delle due guerre rimane il mwav8sacrario militare italiano, che accoglie 404 salme di soldati italiani caduti. Realizzato nel 1924 su progetto dell’architetto mwawaFlorestano Di Fausto e abbandonato dopo la seconda guerra mondiale, il sacrario è stato restaurato dallo Stato italiano nel 2010.

La tragedia del piroscafo Oria

L'11 febbraio del 1944 il piroscafo mwawgOria, costruito nel 1920 e requisito dai tedeschi, salpò da Rodi diretto al mwawkPireo, con a bordo oltre mwawo4 000 soldati italiani, fatti prigionieri a Rodi e nel mwawsDodecaneso, che si erano rifiutati di aderire alla mwawwRSI, con 90 tedeschi e l'equipaggio norvegese. Il 12 febbraio, colto da una tempesta, il piroscafo affondò presso mwaw0Capo Sunio, a 25 miglia dalla destinazione finale, dopo essersi incagliato nei bassi fondali prospicienti l'isola di Patroclo. I soccorsi, difficili per il maltempo, e il sovraffollamento permisero il salvataggio solo di 37 italiani, 6 tedeschi, un greco e 5 membri norvegesi dell'equipaggio, tra cui il comandante Bearne Rasmussen.

Nel 1955 il relitto fu smembrato dai palombari greci per recuperarne il ferro. Degli oltre mwaxe4 000 morti, solo i cadaveri di circa 250 naufraghi, trascinati sulla costa dalla tempesta e sepolti in fosse comuni, furono traslati, in seguito, nei piccoli cimiteri dei paesi della costa pugliese e, successivamente, nel sacrario dei caduti d'Oltremare di mwaxiBari. I resti di tutti gli altri sono ancora in fondo al mare. In un viaggio precedente a quello del naufragio era presente il futuro segretario del mwaxmPCI mwaxqAlessandro Natta, fatto prigioniero a Rodi, in difesa dell'mwaxuaeroporto di Gadurrà.cite-ref-15[15]

Il ritorno alla Grecia

Terminato il mandato britannico con i mwaxwtrattati di Parigi del febbraio mwax01947, dove l'mwax4Italia fu costretta a cedere Rodi e il mwax8Dodecaneso alla mwayaGrecia, come riparazione per la mwayeguerra del 1940-1941cite-ref-16[16], il 15 settembre 1947 a Rodi vi fu la cerimonia che trasferì ufficialmente i poteri al governatore greco Periklis Ioannidis. Il 7 marzo 1948 Rodi con le altre isole si trasformarono ufficialmente nella Prefettura greca del Dodecaneso.

Le chiese cattoliche vennero trasformate in ortodosse, e il 9 settembre 1950 gli ultimi due membri dei mwaycFratelli delle scuole cristiane lasciarono Rodi e l'anno dopo fu allontanato anche l'arcivescovo cattolico italiano Florido Ambrogio Acciari. Dal 2011 Rodi fa parte dell'mwaykEgeo Meridionale, una delle 13 periferie della Grecia.

Trasporti

Aeroporti

Sull'isola sono presenti due aeroporti operativi ma solo l'mway0aeroporto di Rodi-Diagoras è aperto all'aviazione commerciale.

• mwazaAeroporto Diagoras, aperto nel 1977 è uno dei più grandi della Grecia, è il punto principale d'ingresso e d'uscita sia per i locali che per i turisti. Lo scalo è collegato sia con le principali città greche e sia con le maggiori città europee. Si trova a mwaze14 km a sud-ovest della città di Rodi ed è il terzo scalo del paese per volume di traffico internazionale.
• mwazmAeroporto di Marizza, base militare, usato anche dall'aviazione generale, chiuso all'aviazione commerciale. Fu l'aeroporto principale dell'isola fino al 1977. Dispone di una pista 08/26 di mwazq2400 m e di una seconda pista obliqua in semi-abbandono 14/32 di mwazu1200 m.
• mwazcAeroporto di Gadurrà, oggi abbandonato, fu un aeroporto costruito dagli italiani durante la seconda guerra mondiale, a mwazg7 km a nord di mwazkLindo. Ne rimangono solo la torre di controllo e la pista in asfalto orientata 16/34 di mwazo1700 m.
• mwazwAeroporto di Cattavia, abbandonato, fu anch'esso una pista aeroportuale italiana costruita non lontano dalla prigione militare. Nel mwaz01943, la pista di mwaz41200 m fu resa inagibile dall'esercito italiano con fossati e pali prima di essere abbandonato.

Monumenti e luoghi d'interesse

Città di Rodi

Rodi si trova nella parte settentrionale dell'mwaamisola e conta una piccola conurbazione con i comuni limitrofi, che ammonta a circa mwaaq80 000 abitanti. I comuni confinanti sono mwaauCalitea a sud-est e mwaayIaliso a sud-ovest. La città è costituita da due parti ben distinte: la città antica, cinta da mwaacmura imponenti erette dai mwaagcavalieri, e la città moderna, sviluppatasi dopo il mwaak1912 sotto l'mwaaoamministrazione italiana..

Acropoli di Rodi

L'acropoli di Rodi sorge nella parte occidentale della città. Un tempo era il centro dei primi insediamenti. Su essa sono presenti il tempio di Apollo (riedificato parzialmente durante l'occupazione italiana), l'antico stadio e le fondamenta del tempio di Artemide (chiamato così dagli archeologi italiani che lo trovarono per la presenza di statuette con forma femminile, nuove interpretazioni sostengono fosse un tempio dedicato a Elios o il luogo del Colosso di Rodi). *senza fonte (cartelli sul sito archeologico)

mwaa8Grotta santuario di Ninfea

Museo archeologico

Il Museo archeologico, affacciato su una piazzetta al termine della nota via dei Cavalieri di Rodi, è il principale museo dell'isola. Contiene reperti rinvenuti per lo più in loco e nelle isole circostanti. Ospitato nell'edificio monumentale dell'ospedale di San Giovanni dei Cavalieri di Rodi, fu completato nel 1440 sotto il Gran Maestro Pierre d'Aubusson.

Cattedrale di San Francesco d'Assisi

La Chiesa di San Francesco è la chiesa dell'mwaboarcidiocesi di Rodi di rito latino. È ubicata vicino alla porta di Sant'Atanasio, tra il quartiere di Acandia e di San Giovanni. Ogni domenica e nei giorni festivi viene celebrata la solenne liturgia in lingua greca. I fedeli possono seguire la messa nella loro lingua poiché vengono distribuiti volantini con le letture in 12 lingue diverse.

All'interno della chiesa è possibile assistere a concerti di musica sacra. L'edificio, progettato dall'architetto Bernabiti e seguito dall'ingegnere Vellini, è dotato di un'ottima amplificazione acustica. Il 20 settembre 1936 alla presenza dell'Arcivescovo e del governatore italiano lago venne posta la prima pietra. I lavori furono completati nel 1939. Il complesso ecclesiastico è rivestito in pietra a vista di Coschino. Il pavimento è realizzato in marmo bianco di calitea, il pulpito in marmo grigio di gramata, le vetrate in onice; gli affreschi sulle pareti sono dipinti da mwabwPietro Gaudenzi. Nel 1940 la chiesa fu dotata di un organo e arricchita da 14 bassorilievi in terracotta dello scultore Monteleone che raffigurano la Via Crucis.

Chiesa di Nostra Signora della Vittoria

Il complesso che sorge nel quartiere di Neocori comprende anche il convento dei francescani della Custodia di Terra Santa, che prestano servizio pastorale nell'isola, e la foresteria del convento. Nella chiesa costruita nel 1743 e ingrandita nel 1851 viene celebrata ogni giorno la messa in diverse lingue. Dal 1927 al 1929 si svolsero i lavori di restauro e ricostruzione della nuova facciata su progetto di Di Fausto. La facciata è ornata da motivi architettonici crociati; sopra il portale, in una nicchia, è posta la statua della Vergine. La chiesa, suddivisa in tre campate a crociera, è costruita su un'unica navata con transetto. Sotto la cupola vi è un coro quadrangolare. Le due cappelle laterali sono dedicate a san Francesco e a sant'Antonio. A Natale nella chiesa viene allestito un grande presepe.

Acquario

Costruito dal 1934 al 1936 all'estremità settentrionale dell'isola nel luogo denominato "Punta dei Mulini" in pietra porosa incastonata di conchiglie che le attribuisce il caratteristico aspetto di una grotta, la stazione Idrobiologica è un monumento storico, parte integrante del Centro ellenico di ricerche marine. Attraverso le sue attività scientifiche ed espositive promuove e divulga la conoscenza del mar Egeo e del Mediterraneo orientale con lo scopo di salvaguardare l'ambiente marino e la sua biodiversità.

Acropoli di Camiro

Camiro è la terza città più antica dell'isola insieme a mwacoIaliso e mwacsLindo. Fondata dai dori nel VII secolo a.C., fu un grande centro commerciale grazie alla sua vantaggiosa posizione geografica.

Valle delle farfalle

Situata tra Paradissi e Theologos, si estende su una superficie di 60 ettari. La ricchezza della flora bagnata dal fiume Pelecanos ha creato l'habitat ideale per la procreazione di milioni di farfalle della specie mwad8mwaeaEuplagia quadripunctaria. La vegetazione è costituita da cespugli e alberi di lentisco, pino, platano e storace americano.

Prassonissi

Prassonissi (mwaeqin greco Πρασονήσιmwaeu?) è un'mwaeyisola tidale che si trova all'estremità meridionale dell'isola di Rodi. Si tratta di un promontorio, sul quale si erge un faro, unito all'isola da una striscia di sabbia, che diventa un'isola con l'alta marea, dando origine al fenomeno conosciuto come "l'incontro dei due mari": il mwaecmar di Levante e il mwaegmar Egeo. Così, mentre il mare occidentale è agitato per il soffiare del vento mwaekMeltemi, quello orientale è calmo. Ancora oggi è una zona disabitata e con pochissime strutture, lontana dal turismo di massa.

Religioni

La religione più diffusa, come in tutta la Grecia, è quella mwaewcristiana ortodossa che fa capo alla Chiesa di Grecia. Dal 1972 la presenza francescana dell'isola è legata alla mwae0Custodia di Terra Santa.

Note

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Bibliografia

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su rhodes.gr.
• Δήμος Ρόδου (canale), su YouTube.
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• mwanuHCMR, su hcmr.gr. URL consultato il 31 agosto 2017 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2010).